Riconoscimento Scuola di Acustica per Tecnico Competente


new.gif (339 bytes) TECNICO COMPETENTE IN ACUSTICA AMBIENTALE:

RICONOSCIMENTO DELLA SCUOLA DI ACUSTICA

  

La figura del tecnico competente in acustica ambientale

La Legge quadro

La “Legge quadro sull’inquinamento acustico” n. 447 del 26 ottobre 1995 definisce “tecnico competente la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori stabiliti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo. Il tecnico competente deve essere in possesso del diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma universitario ad indirizzo scientifico ovvero del diploma di laurea ad indirizzo scientifico” (art. 2, comma 6). “L’attività di tecnico competente può essere svolta previa presentazione di apposita domanda all’assessorato regionale competente in materia ambientale corredata da documentazione comprovante l’aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo dell’acustica ambientale da almeno quattro anni per i diplomati e da almeno due anni per i laureati o per i titolari di diploma universitario” (art. 2, comma 7).

Le disposizioni dell’art. 2, commi 8 e 9, si riferiscono ai soggetti che effettuano i controlli ambientali in servizio presso strutture pubbliche territoriali.

L’art. 3, comma 1, lettera b, si riferisce al tecnico competente in forma indiretta: esso stabilisce che sono di competenza dello Stato “il coordinamento dell’attività e la definizione della normativa tecnica generale per il collaudo, l’omologazione, la certificazione e la verifica periodica dei prodotti ai fini del contenimento e dell’abbattimento del rumore; il ruolo e la qualificazione dei soggetti preposti a tale attività nonché, per gli aeromobili, per i natanti, per i veicoli circolanti su strada, le procedure di verifica periodica dei valori limite di emissione relativa ai prodotti medesimi”.

Il DPCM del 31/3/98

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31/3/98 costituisce un “Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera b e dell’art. 2, commi 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995 n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.
Il decreto rammenta che la legge quadro istituisce la figura del tecnico competente in acustica e ne definisce i requisiti ai fini del relativo riconoscimento da parte delle regioni (art. 2, commi 6, 7 e 8), nonché attribuisce allo Stato il coordinamento delle attività per la definizione del ruolo e la qualificazione del predetto soggetto (art. 3, comma 1, lettera b).
L’art. 1 del decreto riguarda la presentazione delle domande. Esso stabilisce che “i soggetti in possesso dei requisiti di legge che intendono svolgere l’attività di tecnico competente in acustica, di cui alla legge 26 ottobre 1995, n. 447, devono presentare la domanda all’Assessorato preposto all’ambiente della Regione di residenza che rilascia il relativo attestato di riconoscimento” (comma 1); “la domanda è redatta secondo le modalità indicate dalla Regione” (comma 2).
L’art. 2 si riferisce all’esame delle domande da parte della Regione:

- “l’esame delle domande consiste nella verifica del titolo di studio posseduto (…) e nell’accertamento che l’attività professionale in materia di acustica ambientale è stata svolta in maniera non occasionale (…) (comma 1)”;

- “tra i diplomi di scuola media superiore ad indirizzo tecnico è compreso quello di maturità scientifica e tra i diplomi universitari o i diplomi di laurea ad indirizzo scientifico, quelli in ingegneria ed architettura” (comma 2);

- “la non occasionalità dell’attività svolta è valutata tenendo conto della durata e della rilevanza delle prestazioni relative ad ogni anno” (comma 3);

- “per attività nel campo dell’acustica ambientale si intende, in via indicativa, l’aver svolto prestazioni relative ad almeno una delle seguenti attività: a) misure in ambiente esterno ed abitativo unitamente a valutazioni sulla conformità dei valori riscontrati ai limiti di legge ed eventuali progetti di bonifica; b) proposte di zonizzazione acustica; c) redazione di piani di risanamento” (comma 4);

- “le altre attività in campo acustico che non rientrano in quelle dell’acustica ambientale, quali, ad esempio, le misurazioni effettuate ai sensi del Decreto Legislativo 15 agosto 1991, n. 277, ai fini della maturazione del periodo richiesto, hanno valenza integrativa” (comma 5);

- “la Regione equipara, per gli effetti di cui al presente atto, il riconoscimento effettuato da altre regioni e permette, sul proprio territorio, l’esercizio dell’attività di tecnico competente ai possessori dei relativi attestati” (comma 6).
 

L’art. 3 riguarda gli operatori presso strutture pubbliche.
L’art. 4 si riferisce alla formazione:

- “per consentire il completamento del periodo di due o quattro anni di attività svolta nel campo dell’acustica ambientale, previsti dalla legge per il riconoscimento della qualificazione di tecnico competente, all’attività utile nel settore è equiparata quella svolta dall’interessato in collaborazione con chi è già riconosciuto tecnico competente oppure alle dipendenze di strutture pubbliche di cui all’art. 3, comma 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447” (comma 1);

- “la documentazione prodotta ai fini di quanto previsto dal comma 1 deve evidenziare, attraverso la presentazione di atti formali, il lavoro effettivamente svolto dal­l’aspirante tecnico competente nel campo dell’acustica ambientale” (comma 2).

L’art. 5 riguarda il regime transitorio: esso stabilisce che “ai fini del computo degli anni di attività di cui all’art. 2, comma 7, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono da considerare utili le prestazioni effettuate dal 30 dicembre 1995 alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto” [26/5/98].

 

La delibera della Regione Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha emanato una delibera (n. 1203 del 8/7/2002), in cui si sottolinea:

- “che attualmente le possibilità di acquisire i requisiti necessari per il riconoscimento sono perlopiù costituite dall’esercizio dell’attività presso figure già riconosciute che possono certificarne lo svolgimento della medesima per il periodo stabilito dalla norma”;

- “la reale difficoltà del mercato di offrire con frequenza e con continuità (2 o 4 anni) prestazioni in acustica ambientale”;

- “che la norma così concepita non tiene conto di alcuni aspetti dell’acustica fondamentali per affrontare con competenza problemi nel campo dell’acustica ambientale con particolare riferimento al settore della fonometria e della progettazione indirizzate alla bonifica degli ambienti di lavoro”.

Nella delibera si stabilisce che:

- “le competenze necessarie all’esercizio dell’attività professionale possono essere acquisite anche attraverso attività formative, quali corsi universitari di perfezionamento per laureati e corsi di formazione post diploma di elevato livello tecnico-scientifico, già organizzati da Università o strutture pubbliche o private accreditate ai sensi dell’art. 205 della L.R. n. 3/99”;

- “allo svolgimento di prestazioni relative ad attività in materia di acustica ambientale per il riconoscimento della figura del tecnico competente possa essere equiparata la frequenza ed il superamento con profitto di corsi universitari di perfezionamento per laureati ovvero di corsi di formazione post diploma per “Tecnici acustici”, nei cui programmi siano previste attività teoriche e pratiche in tutti i campi dell’acustica, sia negli ambienti di vita, sia negli ambienti di lavoro, sia in edilizia”;

- “possa considerarsi congruo per maturare il requisito di un anno di svolgimento di attività non occasionale nel campo dell’acustica l’effettuazione di prestazioni per un numero di 40 ore”.

 
"DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INQUINAMENTO ACUSTICO:
DIRETTIVA PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DI TECNICO COMPETENTE ACUSTICA AMBIENTALE"

Delibera di Giunta Regionale n. 1203/2002 del 8/07/02

La delibera della Regione Campania

La Regione Campania ha emanato una delibera (n. 1537 del 24/4/2003), in cui vengono definiti i requisiti che i professionisti ed i dipendenti delle strutture pubbliche territoriali devono possedere per poter presentare domanda di riconoscimento di tecnico competente. I requisiti sono:

- la residenza in uno dei comuni della Campania;

- il possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

- diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico, compreso quello di maturità scientifica;

- diploma universitario ad indirizzo scientifico, compreso quello in ingegneria ed in architettura;

- diploma di laurea ad indirizzo scientifico compreso quello di ingegneria e di architettura;

- l’aver svolto, in maniera non occasionale, attività nel campo dell’acustica ambientale, per almeno 4 anni per i diplomati, 2 anni per i possessori di diplomi universitari, 2 anni per i laureati; la non occasionalità sarà valutata dalla Commissione Regionale tenendo conto della durata e della rilevanza delle prestazioni relative ad ogni anno; per attività nel campo dell’acustica ambientale si intende, in via indicativa l’aver svolto prestazioni professionali relative ad almeno una delle seguenti attività:

- misurazioni in ambiente esterno ed abitativo e valutazione della conformità dei risultati ottenuti ai limiti di legge;

- elaborazione di proposte di piani di zonizzazione acustica;

- redazione di piani di risanamento acustico;

- progettazione di interventi di bonifica in campo acustico;

- esecuzione di studi di valutazione di impatto acustico;

- redazione di relazioni previsionali di clima acustico.

Le attività di cui sopra saranno ritenute valide anche se svolte a titolo di esercitazioni pratiche, nell’ambito di corsi universitari di perfezionamento e/o master per laureati e nei corsi di formazione post diploma di elevato livello tecnico-scientifico, attivati da Università o da altre strutture pubbliche o private accreditate a livello regionale.

Ai fini del computo degli anni di attività svolta, saranno considerate utili le prestazioni professionali effettuate dai richiedenti nel periodo 30/12/95 – 26/5/98.

Le prestazioni svolte successivamente al 26/5/98 potranno essere valutate, ai fini del completamento del periodo di 3 o 4 anni previsto dalla legge, solo se svolte dall’inte­ressato in collaborazione con professionisti già riconosciuti tecnici competenti, oppure alle dipendenze delle strutture pubbliche operanti nel settore.

Ai fini della maturazione del periodo richiesto, le altre prestazioni comunque afferenti il campo acustico (ad esempio, le misurazioni effettuate ai sensi del Decreto Legislativo 277/91), hanno valenza integrativa.

Nella delibera della Regione Campania vengono dettagliatamente indicate le modalità di presentazione delle domande e vengono definiti i criteri di valutazione delle stesse.

"PROCEDURE REGIONALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DI TECNICO COMPETENTE PER L'ACUSTICA AMBIENTALE"

Delibera di Giunta Regionale n. 1537/2003 del 24/04/03

La situazione nella Regione Veneto

Nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 97 del 17/10/2003, l’ARPAV, rammentato che la Legge Regionale n. 11 del 13/4/2001 stabilisce che sia la stessa Agenzia ad esercitare le funzioni relative alla formazione e all’aggiornamento dell’elen­co dei tecnici competenti, definisce i requisiti necessari per il riconoscimento di tecnico competente in acustica ambientale. I requisiti sono:

- la residenza nella regione del Veneto;

- il possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

- diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico;

- diploma universitario ad indirizzo scientifico, ovvero diploma di laurea ad indirizzo scientifico.

-  l’aver svolto, in maniera non occasionale, attività nel campo dell’acustica ambientale, da almeno 4 anni per i diplomati e da almeno 2 anni per i titolari di diploma universitario e per i laureati; oppure l’aver svolto, a prescindere dal titolo di studio, almeno 5 anni di attività alla data di entrata in vigore della legge 447/95. Per attività nel campo dell’acustica ambientale si intende, in via indicativa, l’aver svolto prestazioni relative ad almeno una delle seguenti attività: misure in ambiente esterno ed abitativo unitamente a valutazioni sulla conformità dei valori riscontrati ai limiti di legge ed eventuali progetti di bonifica; proposte di zonizzazione acustica; redazione di piani di risanamento”. Le misure svolte ai sensi del Decreto 277/91 hanno valenza integrativa in quanto non vanno a sostituire gli anni utili di attività.

L’ARPAV sottolinea che dopo l’approvazione del primo elenco dei tecnici competenti, non potendo esser svolte attività di acustica ambientale se non dagli iscritti in tale elenco, gli aspiranti tecnici competenti, per completare i 2 o i 4 anni previsti per il riconoscimento devono ricorrere alla formazione nei termini indicati dall’art. 4 del DPCM 31/3/98. Tale articolo stabilisce che “all’attività utile nel settore è equiparata quella svolta dall’interessato in collaborazione con chi è già riconosciuto tecnico competente oppure alle dipendenze di strutture pubbliche di cui all’art. 3, comma 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447”. Oltre che attraverso l’affiancamento a tecnici competenti o l’attività svolta alle dipendenze delle strutture pubbliche territoriali, l’ARPAV ritiene che le conoscenze necessarie all’esercizio dell’attività di tecnico competente possano essere acquisite anche mediante attività formative, quali corsi universitari di perfezionamento per laureati e corsi di formazione post diploma di elevato livello tecnico-scientifico, nei cui programmi siano previste attività teoriche e pratiche in tutti i campi dell’acustica, sia negli ambienti di vita, sia negli ambienti di lavoro, sia in edilizia. Tali attività, associate al superamento dei relativi esami possono essere equiparate alle prestazioni in materia di acustica ambientale. Un corso annuale della durata minima di 100 ore viene conteggiato come un anno di attività svolta nel campo dell’acustica.

L’ARPAV stabilisce dettagliatamente le modalità di presentazione delle domande, definisce i criteri di valutazione delle stesse ed esamina la posizione dei pubblici dipendenti in riferimento alla figura del tecnico competente.


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